ALMATELLUS Home Page
generale, in ARKAI
Cronistoria ideale e reale,
materiale e spirituale del concepimento, della nascita di AlmaTellus.
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Oggi:
7 novembre 2011. Agenda dei lavori futuri.
Per il Coordinamento :
Sito WEB www.almatellus.net, che verrà temporaneamente ospitato nel portale di www.arkai.org, sarà il riferimento ufficiale dell’Associazione, dove andranno a confluire tutti i nostri contatti, le nostre decisioni, le adesioni e le discussioni con i relativi documenti.
Per i Contenuti :
Sito WEB www.almatellus.org
Siamo in attesa dei vostri contributi
Per gli Scambi :
Sito WEB www.almatellus.com
Siamo in attesa dei vostri prodotti
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2 luglio 2011, in San Calogero. Primo incontro,
alla Torre di Campo. Documento
preliminare.
8 luglio 2011, in Priscopio di Zambrone. Proposta
operativa.
21 luglio 2011, in San Calogero. Secondo incontro,
alla Torre di Campo.
8 ottobre 2011, in San Calogero. Terzo incontro.
6 novembre 2011, in Rombiolo. Quarto incontro. Costituzione, Statuto
preliminare.
Documenti progettuali
Adesione. E’ la procedura che consente di partecipare ufficialmente ai lavori costituenti della WEB Communitas. E’ disponibile su www.arkai.org e www.medterranei.net
Modello econometrico. E’ la procedura di prima approssimazione, per la programmazione della campagna agro-alimentare 2011-2012 ( data di inizio ufficiale: 12 ottobre 2011 ). Consente di definire la Domanda / Offerta e di garantire il corretto e soddisfacente svolgersi del processo Produttori / Consumatori. Sarà disponibile su www.almatellus.com
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Riferimenti INTERNET. ( Ogni Aderente
avrà la propria E-mail su www.arkai.org
)
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Primo incontro ( Cronistoria
)
La grande “ anima della terra “
che genera gli arkai, i principi che
guidano e orientano la nostra esistenza e il nostro destino di creature, ispirati
dall’amore verso la nostra vita, verso la terra che ci ospita e verso gli altri
esseri viventi che condividono con noi il loro destino e la nostra esperienza
umana e spirituale.
Dopo il concepimento del progetto avvenuto circa un anno fa scaturito dall’incontro che è avvenuto con il prof. Saverio Di Bella alla luce della necessità di salvaguardare l’ambiente e la civiltà contadina (che ha dato vita al premio Emerita) e dopo poco tempo con Francesco Brosio, da tempo sensibile alle problematiche e al tema del recupero delle colture tradizionale e della genuinità dei prodotti e dell’importanza per la salute fisica e spirituale dell’uomo della tutela dell’ambiente e della nostra più profonda identità sia storica che culturale, che è emblematicamente rappresentata dall’Ulivo, pianta sacra alla dea della cultura Atena.
Da questo importante incontro, dalle discussioni che sono scaturiti, dalla condivisioni e dalla sintonia su questi temi che rappresentano una emergenza sempre più stringente, è stato concepito il progetto AlmaTellus (alma significa anima, spirito, e personifica un uomo che ha una grande generosità, uno spirito eletto, mentre Tellus era la dea della fecondità, della terra al pari di Gaia o Geo, assimilata anche a Demetra nel pantheon greco) testimoniato dal documento che è stato sottoscritto nel luglio del 2010.
Dopo un anno di gestazione che per diversi motivi e impegni non è stato possibile avviare il coinvolgimento, finalmente siamo riusciti a organizzare il primo incontro avvenuto il 2 luglio nella casa campagna di Francesco, a San Calogero.
Tutto è nato dalla determinazione e dal desiderio di dar vita a questa idea, come si evince dal documento che abbiamo redatto lo scorso anno e rimasto inalterato a testimoniare il dato storico e ideale che traspira dal testo e dai concetti espressi e che ispira il nostro impegno. Lo spirito che ha animato nasce dalla consapevolezza di una responsabilità che non è più possibile delegare e che ci dobbiamo assumere in prima persona, verso il destino che attende questo territorio e la nostra terra come entità fisica e metafisica ed essere, per quanto ci sarà possibile, nel nostro micro tessuto sociale e umano.
La serata è stata importante sia per la condivisione con il cibo che per i contenuti che sono emersi durante la discussione avvenuta dopo la presentazione del progetto AlmaTellus. È stata una sorta di agorà di altri tempi, in un simposio che rievoca la nascita della nostra cultura più profonda, come quella che è scaturita nell’antica Grecia. Ritrovarsi insieme accomunati da una sensibilità, da un’idea, da principi su cui si è edificato il nostro destino, significa riconoscersi, condividere e impegnare le energie per costruire un progetto e dare un senso alla nostra presenza in questo territorio.
La difesa dell’ambiente, della salute, coniugando anche lo sviluppo dell’economia, son i cardini su cui si muovono i principi che hanno animato le azioni, i comportamenti, le scelte a volte sofferte o prese in solitudine, ma con in primo piano i principi etico-civili che hanno sorretto il nostro sentire soprattutto nei momenti difficili.
Quasi tutti i presenti alla serata hanno vissuto con soddisfazione questo incontro conviviale, al di là di ogni retorica, con sincerità e partecipazione.
La discussione si è allargata, con i diversi interventi, dal coautore Francesco Brosio, al prof. Antonio Pugliese, al dott. Camillo Pugliese, per finire con l’importante esperienza sul campo delle api e del loro meraviglioso mondo di Francesco Massara e Nicola Ferraro; un coro di opinioni su come deve rapportarsi l’uomo al cibo, alla natura, alla vita, al proprio essere e divenire, attraverso il valore delle colture e della tradizione contadina che per millenni ha mantenuto l’equilibrio tra uomo e natura preservando l’ambiente, anche se molti esseri umani erano esclusi e preda di soprusi, di ingiustizie, sottomessi a prepotenti che hanno oppresso e soggiogato gli uomini che lavoravano la terra.
Oggi, siamo ben consapevoli del significato storico e del valore dell’uomo nel rispetto della sua dignità, perciò dobbiamo costruire una struttura che possa dare una speranza concreta alla nostra crescita attraverso il rapporto armonioso con il cibo, con il proprio corpo e con il proprio essere.
Ma si tratta di compiere una sfida: senza la quale il nostro futuro sarebbe recluso ed escluso dalla storia che ci appartiene, così come dalla storia che ha accompagnato la vita dei nostri antenati, il loro sacrificio e le loro sofferenze. Il nostro compito è quello di riscattare i loro sacrifici e le loro aspirazioni, dare senso a tutto ciò che hanno vissuto, dare continuità alle loro speranze, alle loro attese, ai loro desideri frustrati e calpestati. Non possiamo accettare le ingiustizie; siamo caricati della responsabilità verso il nostro passato e il nostro futuro, abbiamo un impegno morale, storico e spirituale e la terra, la terra tanto ambita, ci può dare questa grande opportunità in un momento storico delicato, per i tanti risvolti negativi sia umani, sociali, ambientali e psicologici.
È necessario re-incantare il mondo, dopo essere stato dissacrato e desacralizzato, ritrovare la sensibilità verso ciò che c’è di più importante, la terra, la natura, le sue creature e tutto ciò che ci è utile per nutrirci e alimentarci. La qualità della vita dipende dalla nostra salute e dall’aria che respiriamo, dallo stile e dalla natura dei cibi, oltre che dai sentimenti che proviamo e che riusciamo a sentire. Cosa sarebbe l’esistenza senza sentimenti, senza emozioni, senza desideri, senza il respiro universale che solo la natura ci fa sentire?
Con questo spirito noi dobbiamo accostarci a questa esperienza in cui l’onestà, l’autenticità devono far sparire l’ipocrisia, la menzogna, i comportanti violenti e criminali, la disonestà di tanti individui che non hanno sentimenti, che hanno desertificato il proprio spirito, guidati e dominati soltanto dal cinico interesse personale e da una spregiudicata sottocultura che mira a distruggere gli altri e tutto ciò che ha a che fare con la bellezza e con i sentimenti legati alle esperienze di amore e di bellezza.
Con questo anelito quindi dobbiamo sentirci motivati e determinati nel portare avanti questi principi che sono alla base del progetto insito in AlmaTellus. Possiamo veramente fare una piccola grande rivoluzione. Bisogna crederci e andare avanti con passione, entusiasmo, fiducia e la consapevolezza che insieme possiamo ottenere risultati importanti. Altrimenti saremo sempre dei burattini nelle mani di falsi profeti che usano il nostro lavoro, la nostra vita, i nostri sentimenti, per distruggerli nei loro valori fondanti.
In virtù dell’esito, a nostro avviso interessante, per le sensazioni che sono maturate e rimaste come impronta personale e corale dell’incontro, in questi giorni non abbiamo smesso di lavorare per definire ancora meglio il documento e per costruire una struttura di partenza su cui basare il futuro lavoro che dovrà essere fatto con la partecipazione propositiva di ognuno di noi. Per cui aspettiamo il contributo fattivo oltre che affettivo, per cercare di dare voce ai nostri propositi, dare concretezza alle idee, e mettere in pratica ciò che pensiamo; in altre parole dobbiamo dare un’organizzazione per quanto possibile, efficiente ad AlmaTellus.
Lao-Tse, il padre della filosofia del Tao, ci spinge a muovere il primo
passo se vogliamo compiere un lungo viaggio. E con questo spirito che abbiamo
intrapreso questo cammino.
Nicola Rombolà
Persone che hanno partecipato il 2 luglio 2011 nel primo incontro che si è tenuto nella tenuta di Francesco Brosio oltre a chi vi scrive e ai padroni di casa della famiglia Brosio tra cui il padre Nicola, la madre e la sorella Cinzia, Michele Pata, Andrea Naso, Mariella Iannello, Antonio Pugliese e la consorte Lina, Pata Massimiliano, Camillo Pugliese, Bruno Cutrì, Annunciato Larosa, Francesco Massara e la sua compagna Agata, Nicola e Fortunato Ferrraro, Micuccio Garrì, Giovanni Limardo, Enzo Barillaro, Gundula Tippa, Domenico Contartese e Mirella De Vita, Domenico Pantano, Salvatore Contartese, Vincenzo Rombolà e il piccolo Francesco Rombolà.
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8 luglio 2011,
in Priscopio di Zambrone (VV). Proposta operativa.
Abbiamo organizzato un incontro più ristretto e tecnico, in cui erano presenti oltre al sottoscritto, Francesco Brosio, Enzo Barilaro, la figlia Stefania, Bruno Cutrì, e con la partecipazione straordinaria di due ospiti della famiglia Barilaro, Per (che proviene dalla Svezia) e la sua compagna Doris (di origine colombiana), per elaborare un documento che possa fare da struttura base da cui partire, come si evince dal testo che abbiamo riportato.
In attesa del prossimo incontro allargato, che si terrà mercoledì della prossima settimana ( giorno 20/22 luglio 2011 ) nella sala del Bar Aurora di Mimmo Pantano, a San Calogero che ha messo a disposizione i locali, vi invito a riflettere sull’importanza dell’iniziativa e del progetto e a coinvolgere persone che pensate possano essere in sintonia con le nostre corde per riuscire a comporre una sinfonia.
Vi ricordo che corde deriva da cardium, quindi ha la stessa radice di cuore e che l’esistenza come è stata definita da Heidegger, è una “corda tesa” oltre che “progetto” che si deve attuare nella storia, attraverso le proprie azioni, ma anche le citazioni che ho tratto da H. Jonas, come nella intestazione del documento di AlmaTellus spiegato il 2 di luglio, nel nostro primo incontro, che ripeto qui come ideale anello che ci lega a questo impegno:
Ø “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana”
Con umiltà all’attenzione di voi tutti, che avete partecipato e impegnato il vostro tempo all’ascolto e alla riflessione nello specchio delle parole e dei pensieri.
Coordinamento preliminare
Giorno 8 luglio 2011, in località Priscopio, Zambrone (VV), nella
campagna Barilaro.
Ci siamo riuniti (Stefania, Bruno, Enzo, Franco, Nicola) per discutere
ed elaborare un documento su cui gettare le basi per strutturare il progetto associativo
di AlmaTellus.
In particolare si è discusso dei seguenti punti:
· Individuazione del locale attrezzato, per una sede sociale e di incontro tra produttori e
consumatori.
· Individuazione di tre figure di soci che provvedano a coordinare la fase costituente.
· Elaborazione preliminare dei Principi, Postulati e Assiomi. In vista dello Statuto.
Principi
· Autodeterminazione dei viventi residenti
· Tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia locale
· Preservare la natura e gli ecosistemi naturali per le generazioni future dall’inquinamento e dalle devastazioni che cancellano l’identità del territorio; tutelare la biodiversità e vocazione territoriale, le identità delle comunità di riferimento attraverso i loro prodotti riconosciuti come tradizionali, le relative colture e saperi
· Difendere la comunità e l’uomo dalle ingiustizie, dalle speculazioni e dai speculatori, dalle predazioni e dai predatori, dalle mercificazioni e dai mercificatori spregiudicati che negano la sua autodeterminazione e la sua libertà, nel rispetto dei principi e dei valori sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione universale dei Diritti umani
Assiomi
Postulati
(Costituzione: attuazione del postulato)
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Secondo incontro ( Cronistoria )
Cari amici di AlmaTellus, vi metto al corrente dell’esito dell’incontro che abbiamo fatto sera del 22 luglio 2011, nella dimora di campagna di Francesco Brosio di “Torre di Campo” con una cena conviviale, coinvolgendo nuovi amici e approfondito alcuni aspetti riguardo all’organizzazione e alla programmazione delle attività legate al progetto.
Diversi gli aspetti che sono stati toccati sia sotto il profilo ideale che reale.
In particolare dopo la mia presentazione del progetto a coloro che non erano al corrente, e non erano presenti nel primo incontro, tra cui tre giovani ragazzi di Zambrone, la presidente dell’associazione musicale “Euterpe”, Francesca Crudo, orchestra di sole donne unica in Calabria e nel Mezzogiorno, una sua amica e il marito Antonio, Alfonso e Francesco Limardo, un amico di Gundula, Giovanni, che si è manifestato molto entusiasta dell’iniziativa segnalando come nei cibi di produzione industriale o commerciali sono presenti una serie di veleni e inganni che mettono a repentaglio la nostra salute; e poi Michele, amico di Francesco, il quale ha espresso una serie di considerazioni sull’importanza dell’educazione alimentare rivolta alle nuove generazioni, purtroppo come ha segnalato, intossicati dalla pubblicità e dalla nocività dei prodotti, portando la propria esperienza personale con il figlio. Diversi sono le persone invitate che non hanno potuto essere presenti all’ultimo momento. Abbiamo vissuto una serata molto interessante così come il primo incontro ed è molto importante programmare e condividere momenti come questi, di convivialità in cui si parla di cose belle, profonde e intimamente legate alla nostra vita più pragmatica come il cibo e ciò che mangiamo. Il filosofo Ludwig Andreas Feuerbach aveva affermato che “noi siamo ciò che mangiamo”, addirittura questa affermazione è stata al centro di una traccia all’esame di stato di quest’anno come molti di voi ricorderanno.
Il nostro ingegnere informatico Bruno Cutrì che coniuga una conoscenza tecno-scientifica ad una vasta cultura umanistica, ha ribadito la necessità di salvaguardare le nostre risorse partendo da considerazioni di carattere generale sul sistema che è stato messo in atto per rubare in modo legale da parte di alcuni soggetti all’onesto lavoro e alla buona fede di tante persone che operano in Calabria e nel Mezzogiorno e quindi ha posto la necessità di fare attenzione anche agli aspetti burocratici che molto spesso sono una vera e propria trappola escogitate dai poteri forti a danno degli agricoltori e dei consumatori (ha fatto l’esempio di quelle società o aziende che operano al Sud ma che hanno la partita iva altrove con un danno erariale per il nostro territorio di circa il 40 per cento). Noi dobbiamo stare attenti anche a questi aspetti perché tra i nostri compiti c’è anche quello di salvaguardare le risorse del territorio e la nostra economia. Ricordo ancora una volta che con questo nostro progetto noi andiamo a incidere in primo luogo sulla qualità della nostra salute, su quella dell’ambiente, ma anche, cosa molto importante, sul ritorno positivo da un punto di vista economico, affinché le risorse rimangano sul territorio, per creare altra economia in un processo virtuoso per tutti. E quindi ci dobbiamo anche fare “furbi” o meglio, per citare una parabola evangelica “astuti come i serpenti e puri come colombe”, e per restare al nostro Mediterraneo, dobbiamo essere dei novelli odissei, applicare il concetto racchiuso nella parola “metis” che significa usare in modo intelligente l’intelligenza, ed essere pronti ad affrontare situazioni imprevisti con grande astuzia e intelligenza, con il fine di fare del bene alla comunità e che sia di ritorno per il bene della nostra terra.
Uno dei più grandi sociologi e
filosofi contemporanei, il francese Michel Foucault, ha affermato che il sapere è potere, la conoscenza è dominio,
e noi dobbiamo essere in grado di conoscere per dominare, perché questa è una
lotta contro i cosiddetti poteri forti (i nuovi colonizzatori) che hanno
studiato una strategia per affamare
Il monito quindi è che noi andremo a scardinare un sistema che crea un profondo squilibrio, una atavica ingiustizia contro le persone oneste, contro i “contadini” di ieri e di oggi. Vi ricordate la citazione di Hans Jonas nel testo di AlmaTellus, “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana”. Noi dobbiamo essere animati da questa umile ma importante responsabilità, nel nostro piccolo, con le nostre forze per dare un senso al nostro condividere le nostre esperienze, in fondo l’esperienza più significativa è la condivisione, il riconoscimento, il ritrovarsi insieme in una rinnovata coscienza e fiducia verso chi ci sta vicino.
Il male profondo di questa terra, non mi stanco mai di ripeterlo, è questa tara antropologica che non ci permette di aver fiducia in noi stessi e in modo automatico questa sfiducia la trasferiamo sugli altri. Dobbiamo quindi crederci fino in fondo in quello che facciamo, devono essere i principi che devono illuminare il nostro cammino. La salute, il bene nostro e degli altri, la natura, l’ambiente in cui viviamo sia umano che naturale, la possibilità di non dover elemosinare il pane, avere la dignità e la bellezza di sentirci esseri umani, incontrare gli altri, comunicare le nostre idee, le nostre esperienze, i sentimenti, le emozioni, conoscere nuove persone, viaggiare verso luoghi non inquinati i che possano trasmetterci sensazioni positive ecc. questi sono i valori che devono edificare la nostra esistenza. Se non c’è la salute, se ciò che mangiamo invece di darci energie ce le toglie, ci inquina, ci contamina, ci ammala, il resto non ha significato. Non dobbiamo essere complici di un imbroglio, di un inganno orchestrato da gente psicopatica e nevrotica che si veste d’autorità ma che intimamente è degenerata, animata soltanto dal desiderio cinico e disumano di dominare gli altri e di arricchirsi in modo spregevole, per il gusto di sentirsi adulato e leccato da qualche uomo-cane fedele al suo padrone ma pronto a morderlo non appena non ha neanche una briciola da dare.
Vi chiedo scusa se faccio queste riflessioni e le condivido con voi. Mi serve come training per dare forza alle mie convinzioni, anche per un esercizio dialettico personale perché è attraverso la verità delle idee, attraverso il linguaggio delle parole e del pensiero, che troviamo poi le motivazioni al nostro agire, che mettiamo in pratica gli ideali e i principi e che costruiamo il nostro futuro. E c’è bisogno di coerenza e di credibilità per dare forza al progetto e a noi stessi in un processo evolutivo.
Per concludere questo dialogo, dobbiamo assumerci una responsabilità e questo significa essere pronti a fare dei sacrifici, spendere il nostro tempo perché solo così diamo valore a ciò che stiamo facendo. La passione è anche missione e viceversa. Se vogliamo che il mondo che ci circonda possa cambiare dobbiamo essere noi gli artefici di questo cambiamento; se aspettiamo gli altri perdiamo il treno e le molte coincidenze. I segni e i semi sono maturi. Li dobbiamo raccogliere e farne tesoro. Questo è l’imperativo. Il mito che mi soccorre è quello di Arianna, con il suo filo dobbiamo aiutare le persone che amiamo ad uscire dal labirinto e noi offriamo il filo delle parole e dell’amore per salvare la nostra comunità dal Minotauro, il mostro che terrorizza e che alberga nelle zone più oscure del nostro inconscio.
Se avete idee in merito, da un punto di vista organizzativo, scambio di opinioni ecc. vi prego di rendere partecipi tutti. Questo è un progetto solidale che si costruisce insieme. Ci saranno una serie di difficoltà a cui dobbiamo andare incontro, ma dobbiamo fare di tutto per superarli: è questione di vita o di morte. Non si scappa. Se vogliamo vivere e dare un senso reale e ideale alla nostra vita, allora bisogna fare ogni sforzo per superare le difficoltà; se vogliamo invece morire allora tutto è inutile.
Un grazie per l’attenzione e a presto
Intanto il nostro lavoro continua e vi comunicherò iniziative, incontri, manifestazioni che possono essere interessanti, così dovrete fare anche voi attraverso il sito di AlmaTellus, perché ogni cosa che noi facciamo non è mai fuori contesto ma è nel “testo” e al linguaggio che usiamo per tessere il discorso o la comunicazione, cioè legati al nostro vivere quotidiano e al progetto della nostra vita.
Nicola Rombolà
Alcune citazione che possono essere utili
Già il filosofo Feuerbach asseriva :”Noi siamo quello che mangiamo”. In realtà il cibo influenza non solo il fisico ma anche la coscienza ed il modo di pensare. Non solo, da quello che mangia (e anche da come mangia) si può riconoscere un uomo. Andrè Simoneton dimostrò che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano sui 6500 Angstroms e suddivise gli alimenti in tre categorie: morti, con radiazioni nulle o quasi (cibi cotti, alcol e zucchero); inferiori a 3000 Angstroms (carni, latte, formaggi, marmellate e pane); molto elevate, fra 8000 e 10000 Angstroms (frutta, verdure crude e latte umano).
Dice il Prof. Von Bunge: «La vita si basa sulla trasformazione di sostanze
mediante un processo tramite il quale vengono liberate energia ed efficienza,
proprio come avviene in ogni processo chimico di trasformazione da un'entità
chimica di atomi e molecole in un'altra». E come potrebbe essere altrimenti? Vi
sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Mangiare carne o pesce non è la
stessa cosa che mangiare frutta o verdura: i primi sono prodotti cadaverici in
via di decomposizione, intrisi di violenza, di terrore, di adrenalina, di
prodotti chimici e farmacologici e come tali non possono che produrre
intossicazione, malattie, inquietudine; i secondi sono alimenti vivi, colorati,
profumati, carichi di energia solare, di elettricità, la parte migliore e più
bella della natura e come tali portatori di vita, di armonia e benessere e
bellezza.
L’ARTE DEL VIVERE
CONSISTE NEL MORIRE GIOVANI, IL PIU’ TARDI POSSIBILE
SU UN PAPIRO
EGIZIANO DEL
LE MALATTIE
AUMENTANO ALL’AUMENTO DEI MEDICI IN UN DATO PAESE
SE SI BUTTASSERO
TUTTI I FARMACI AL MARE SAREBBE MOLTO MEGLIO PER UMANITA’ E MOLTO PEGGIO PER I
PESCI ( DR. HOLMES)
DIO HAINVENTATO I
CIBI, IL DIAVOLO HA INVENTATO I CUOCHI
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« Siamo situati all'interno della natura; e dovrebbe essere
posto fuori di essa il nostro inizio, la nostra origine? Viviamo nella
natura, con la natura, della natura e dovremmo tuttavia non essere derivati
da essa? Quale contraddizione! » |
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(Ludwig Feuerbach, Essenza della religione) |
Ludwig Andreas Feuerbach (Landshut, 28 luglio 1804 – Rechenberg, 13 settembre 1872) è stato un filosofo tedesco tra i più influenti critici della religione ed esponente della sinistra hegeliana.
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Terzo incontro ( Cronistoria
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Cari amici di AlmaTellus, vi metto al corrente dell’esito dell’incontro che abbiamo fatto sera del 22
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