Progetto associativo ALMATELLUS

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Una idea per una WEB Communitas

 

Ø  Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana

Ø  “L’uomo è diventato per la natura  più pericoloso di quanto quest’ultima sia mai stato per lui”

Ø  “Il massimo di potere si unisce al massimo di vuoto, il massimo di capacità al minimo di sapere intorno agli scopi”

Ø  “L’archetipo di ogni responsabilità è quella dell’uomo per l’uomo”

Ø  “L’uomo non è in nulla superiore agli altri esseri viventi, eccetto che per poter essere responsabile anche per loro, ossia per la salvaguardia del loro essere fine a se stessi”

 

(Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica)

 

Per tentare di salvare la dignità dell’essere umano, la dignità dell’essere sociale, la dignità dell’essere spirituale, la dignità di chi ama la terra e la natura, la dignità di chi lavora con onestà e amore per dare valore ad una civiltà, quella  contadina, che è stata mortificata, che è stata trattata con disprezzo dai poteri corrotti e avidi e dai falsi profeti del progresso che hanno concepito la loro esistenza soltanto per fare profitto e promuovendo la mercificazione disumana.

Alla civiltà contadina e ai suoi millenari valori oggi bisogna ispirarsi se vogliamo che questa nostra terra possa essere l’humus e l’alma tellus  di una nuova coscienza che sia faro per le generazioni presenti e future,  basata su valori umani ed etici rispettosi dell’ambiente, della terra e dell’uomo, per la crescita di una umanità  che coltivi con umiltà i sentimenti, i rapporti umani e  le relazioni sociali  e s’indigni contro lo spregiudicato cinismo di un  sistema plutocratico che sfrutta sempre di più l’uomo e il suo lavoro e usa tutti gli strumenti mediatici e i poteri affaristico-mafiosi che si annidano nelle istituzioni con il fine esclusivo di un arricchimento sempre più ignobile e spregiudicato.

 

Questo  manifesto programmatico inoltre trova ispirazione nel discorso di risposta all’ allora presidente degli Stati Uniti d’America,  da parte di Capo Seattle dipingendo con una visone epica e profetica la società urbana degli Stati Uniti nel 1850 e delinea un pauroso ritratto del mondo come lo vediamo oggi.

La sua risposta costituisce una delle più alte espressioni di consapevolezza ambientale mai fatte dall’uomo.  

 

 

Premessa

 

Il progetto AlmaTellus si pone lo scopo fondamentale di mettere insieme persone, agricoltori, imprenditori, produttori e consumatori, sensibili alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente declinato in tutte le sue componenti biofisiche ed etiche.

Nasce dalla volontà di avviare un nuovo rapporto con il proprio regime alimentare, con il territorio, con la terra e l’ambiente, attraverso la coltivazione della terra, rispettandone i cicli naturali, che identifichiamo come agricoltura naturale.

 

Tutti coloro che desiderano vivere e condividere questa esperienza che, nella sua semplicità, risulta rivoluzionaria, devono avere la consapevolezza che l’uomo non è un essere a se stante, ma la sua esistenza interagisce con l’ambiente e con la qualità della propria alimentazione e di conseguenza si riflette nello stile di vita (intesa sia come salute che come benessere spirituale e psicofisico). Ciò dipende dal rapporto che intrattiene con la natura e con i processi naturali, che siano il più possibile rispettosi dell’equilibrio uomo-ambiente: che non deve essere un rapporto conflittuale, di dominio e di aggressione sotto tutti i punti di vista, ma di salvaguardia e di attenzione alla identità e peculiarità territoriali.

Alla luce delle conseguenze determinate dai processi industriali che hanno investito l’agricoltura e dal sistema economico-distributivo in mano alle multinazionali che condizionano il mercato e il prezzo dei prodotti, si vuole ritornare ad un’agricoltura naturale che riscopra valori e tecniche tradizionali rispettosi dell’ambiente e dei cicli naturali, che non consideri la terra un bene da depredare e sfruttare, ma come una preziosissima risorsa e patrimonio da conservare con tutte le nostre energie, consapevoli che da una buona agricoltura si ottengono buoni prodotti che permettono una buona salute. Tutto ciò mira a preservare l’ambiente e la natura per le generazioni future, e a sviluppare l’economia locale, in modo tale che le risorse rimangano sul territorio e si arrivi a fare il pane con il grano che viene prodotto sul territorio.    

 

 

Finalità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli agricoltori, sia essi piccoli coltivatori che proprietari terrieri, sono gli attori principali in quanto dalla loro attività dipende la salubrità dell’ambiente, dei prodotti e del futuro della vita dell’uomo sulla terra. Bisogna attivare tutti gli sforzi possibili per sostenerli sulla strada del cambiamento e della responsabilità etica come afferma Hans Jonas.

 

Tutti coloro che intendono partecipare al progetto AlmaTellus devono attenersi con coscienza a quello che sarà l’orientamento etico-morale.


Come deve essere intesa l’Agricoltura naturale?

 

 

Con naturale (da non confondere con biologico) si intende quel tipo di agricoltura che si prefigge l’obiettivo di coltivare la terra senza l’impiego di sostanze chimiche pur sapendo che la strada del ritorno a quella che è stata l’agricoltura tradizionale per millenni, attualmente presenta delle difficoltà dopo anni di pratiche inquinanti e nocive imposte dai poteri forti per questioni di speculazione economica e di sfruttamento miope delle risorse a danno della natura, della salute e della piccola ma fondamentale economia rurale.

 

L’agricoltore dovrà essere guidato in questo percorso e sostenuto nelle diverse fasi della produzione, attraverso una proficua collaborazione, basata esclusivamente sulla condivisione delle finalità del progetto, sulla fiducia e sulla sintonia culturale, etica e spirituale.

La struttura e l’organizzazione che intende dar vita al progetto si devono dotare di tutti gli strumenti tecnico-scientifici, culturali e comunicativi per promuovere, sviluppare, affermare le proprie finalità e i principi che animano lo spirito del progetto stesso.

 

 


     
Nel 1854 il "Grande Bianco" di Washington (il presidente degli Stati Uniti) si offrì di acquistare una parte del territorio indiano e  promise di istituirvi una "riserva" per il popolo indiano. 
 
Ecco la risposta del "Capo Seattle", considerata ancora oggi la più bella,  la più profonda dichiarazione mai fatta sull'ambiente. 
                       
"Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli?
Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura, ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con sé il ricordo dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri. I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete 
dimostrare per fiumi lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. 
Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perché e' come uno straniero  che arriva di notte e alloggia nel posto che più gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l' ha conquistata va oltre, più lontano. 
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorerà tutta la terra e a lui non resterà che il deserto.
Non esiste un posto accessibile nelle città dell'uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie e i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e' perché io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse può avere l'uomo a vivere senza ascoltare il rumore delle capre che succhiano l'erba o il chiacchierio delle rane, la notte, attorno ad uno stagno? 
Io sono un uomo rosso e non capisco. L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. 
L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacché tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come un uomo che impiega parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordare che l'aria per noi e' preziosa, che l'aria divide il suo spirito con tutti quelli che fa vivere.  
Il vento che ha dato il primo alito al Nostro Grande Padre e' lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se noi  vi vendiamo le nostre terre voi dovrete guardarle in modo diverso, tenerle per sacre e considerarle un posto in cui anche l'uomo bianco possa andare a gustare il vento reso dolce dai fiori del prato. Considereremo l'offerta di acquistare le nostre terre. Ma se decidiamo di accettare la proposta io porrò una condizione: l'uomo bianco dovrà rispettare le bestie che vivono su questa terra come se fossero 
suoi fratelli. 
Che cos'e' l'uomo senza le bestie?
Se tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiché ciò che accade alle bestie prima o poi accade anche all' uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e' fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinché i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e' arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra e' la madre di tutti noi. Tutto ciò che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno
sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensì e' l'uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto ciò che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non e' l'uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e' soltanto un filo. Tutto ciò che egli fa alla trama lo fa a se stesso. C'e' una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprirà presto: il nostro Dio e' lo stesso 
vostro Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre ma non lo potete. Egli e' il Dio dell'uomo e la sua pietà e' uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra per lui e' preziosa. Dov'e' finito il bosco? E' scomparso. Dov'e' finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza".  

 

 

 

San Calogero 2 luglio 2010

 

                            I sottoscritti, ideatori  e promotori del progetto ALMATELLUS

                                                                         

 

Nicola Rombolà                                                                                           Francesco Brosio      

 

 

 

 

 

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Riferimenti INTERNET

 

www.arkai.org

 

www.almatellus.net

 

www.mediterranei.net